Comè? 2025 – Umane Visioni è un festival performativo diffuso che attraversa Torino con performance, laboratori, incontri e pratiche artistiche collettive. Nasce per creare uno spazio vivo e accessibile in cui le nuove generazioni possano stare, riconoscersi, condividere esperienze, attraversare conflitti interiori ed esteriori. Senza la pretesa di trovare risposte semplici, ma con la voglia di farci domande reali.

Cosa aspettarsi da "Comè?"

Dopo una prima edizione molto partecipata, Comè? torna nel 2025 con una nuova indagine artistica. Parliamo di eco-ansia, corpi, relazione, solitudine e conflitti, ma anche di possibilità, cura collettiva e immaginazione. A Comè? il teatro e le arti performative diventano strumenti per decostruire il presente e costruire visioni alternative. Uno spazio partecipativo, accogliente, costruito da e per chi oggi cresce in un mondo in crisi, fragile, incerto, eppure tutto da ri-costruire.

Dal 23 al 30 novembre 2025, con attività già dai mesi precedenti, Comè? animerà Torino coinvolgendo scuole, giovani, cittadinanza e chi ogni giorno porta avanti le proprie lotte. A guidare il progetto ci sono Cubo e Teatro della Caduta, insieme a un board di esperti ed esperte dei mondi psicologico, sociale e culturale.

Spettacoli teatrali che raccontano storie di oggi, interpretate da giovani artisti e compagnie emergenti, capaci di cogliere l'essenza e le contraddizioni del nostro tempo.

Workshop interattivi che offrono strumenti pratici per esplorare il proprio potenziale creativo, migliorare la consapevolezza personale e affrontare le sfide quotidiane con un approccio innovativo.

Talk e incontri con esperti, artisti e personalità del mondo della cultura, per discutere insieme temi centrali quali: la salute mentale, l'identità, la sostenibilità, educazione sessuale e sentimentale, il corpo, il futuro delle nuove generazioni.

Un festival per chiunque, ovunque

Comè? non sta solo sul palco o dentro un teatro.
Si muove nel tessuto urbano, tra strade, piazze, cortili, scuole e quartieri. Per uscire dalla bolla, incontrarsi davvero, ascoltare chi spesso resta ai margini. Per vedere cosa succede fuori e dentro di noi. Perché l’arte non è solo rappresentazione: è presenza, relazione, possibilità.

Com’è?” è una domanda semplice, ma urgente. È un invito a cercare nuove risposte. Insieme.